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23 apr

Come si identifica il nome.
Quando si fa analisi grammaticale si parte sempre dall’individuazione del nome, o sostantivo. In che modo si può classificare un nome? Si tratta di una risposta che merita un approfondimento.

La tipologia, il genere e il numero del nome.
Iniziamo con il dire che un sostantivo si identifica in base alla tipologia, ma anche in base al genere e al numero. Volendo essere più specifici, un nome può essere proprio (es. Mario, Giulio, Carla) o comune (es. casa, porta, giostra). Ma non è tutto, perché, a loro volta, i nomi comuni possono essere concreti (es. bambino, cane, animale) o astratti (es. amicizia, amore). Inoltre, i nomi sono femminili (es. ragazza, nonna, cucina) e maschili (es. ragazzo, nonno, bagno). Infine, il nome può essere singolare o plurale.

I nomi primitivi.
Tuttavia, i sostantivi si possono anche distinguere in base alla forma che assumono. Esistono, quindi, dei nomi primitivi, ossia quelli che non derivano da nessuna parola e sono formati solo da radice e desinenza (es. donna, porta, pane, viola).

I nomi derivati.
Ci sono poi quelli che vengono definiti derivati, dato che nascono dai nomi primitivi a cui vengono aggiunti o un prefisso o un suffisso. Per fare qualche esempio, si pensi alla parola ingiustizia che aggiunge il prefisso -in a giustizia.

I nomi alterati.
Altra categoria è quella dei sostantivi alterati, ossia quelli che si formano con l’aggiunta di suffissi alterativi di tipo diminutivo (es. topo/topolino), accrescitivo (porta/portone), vezzeggiativo (bimba/bimbetta), dispregiativo (uccello/uccellaccio).

I nomi composti.
Viene la volta, poi, dei nomi composti da due nomi, da un nome e un aggettivo o anche da un nome e un avverbio o un aggettivo e un avverbio: volendo fare qualche esempio, si può pensare a nomi come sordomuto, camposanto, cassaforte, cassapanca.

Tutto questo serve a identificare al meglio un sostantivo e ad analizzarlo.

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